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Museo delle Cartiere di Oliero

Valbrenta
La produzione di carta richiede soprattutto la disponibilità di tanta acqua e per questo Oliero con il suo fiume, tra i più corti d’Europa, ma con una portata costante e significativa tutto l’anno, è stato individuato come sede produttiva già nel ‘600 quando i Remondini vi stabilirono una loro fabbrica. Fu poi la volta dei Parolini, che proprio in questo edificio avevano le vasche per la macerazione degli stracci, di cui restano evidenti tracce che si integrano al nuovo allestimento. Nell’epoca digitale degli e-book, dei tablet e della nuova grammatica da SMS acquista ancora più interesse ripercorrere e toccare con mano le tappe e le storie che hanno portato l’evoluzione del principale mezzo di comunicazione dell’uomo attraverso l’industria cartaia, gli impasti di stracci e i macchinari per stendere i fogli, rileggendo le grandi invenzioni del passato con occhi nuovi e curiosi.
La visita
Il percorso di visita consente di ripercorrere le tappe di questa invenzione, che permea il nostro quotidiano, nonostante ora molta scrittura sia su supporti digitali, mettendo in luce il valore immenso di questa invenzione. Si vedranno le attrezzature e i macchinari usati per la sua produzione, così come esemplari raffinati di fogli che sono usciti da queste cartiere. Ma si scoprirà anche che la carta non è stata inventata dall’uomo, ma è fabbricata da milioni di anni dalle vespe per costruire i loro nidi o che i primi tablet hanno dei legami stretti con le tavolette usate nell’antica Mesopotamia.
La storia
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L’edificio, posto all’ingresso delle Grotte di Oliero, è ciò che rimane dell’antica cartiera Parolini. La produzione della carta qui avviata dai Remondini già nel XVIII secolo, ha alimentato una delle principali industrie della stampa, che ha avuto il suo massimo sviluppo tra Settecento e Ottocento, raggiungendo con i suoi prodotti tutta Europa.
La valorizzazione del sito ha saputo mettere in evidenza quanto ancora leggibile dell’edificio, integrando le tracce di un’antica tradizione manifatturiera con le esigenze espositive e comunicative proprie del museo moderno.
Il museo, che viene inaugurato nel 2014, arricchisce l’offerta culturale del Canal di Brenta e in particolare si affianca al Museo Etnografico Canal di Brenta e a quello dell’artigianato artistico degli Scalpellini di Valbrenta per riportare alla luce gli aspetti etnografici, la storia e le tradizioni della valle del Brenta.

da marzo a settembre
9.00 – 12.00 dal lunedì alla domenica

biglietto di ingresso cumulativo ai Musei (Museo di Speleologia e Carsismo + Museo delle Cartiere) e al Parco: 5,00 intero; 4,00 ridotto (5-12 anni, over 65, disabili, forze dell’ordine. Famiglie con 2 adulti e 2 o più bambini)

biglietto di ingresso cumulativo ai Musei (Museo di Speleologia e Carsismo + Museo delle Cartiere), alla Grotta e al Parco: 10,00 intero; 8,00 ridotto (5-12 anni, over 65, disabili, forze dell’ordine. Famiglie con 2 adulti e 2 o più bambini)

Gratuità: per bambini fino ai 5 anni, residenti nel Comune di Valbrenta (un ingresso/anno), speleo sub per attività scientifica.

Si ricorda che la biglietteria chiude un’ora prima. La visita in barca alle Grotte dura 30’, la temperatura interna è di 12°, pertanto si consiglia un un abbigliamento comodo e caldo e l’uso di un ìa giacca impermeabile.

Direzione:
Museo Canal di Brenta, Palazzo Perli
via Garibaldi, 27 Valbrenta (VI)
tel. 0424 99891
musei@comune.valbrenta.vi.it

Accesso e visite:
info@ivanteam.com
tel. 0424 558250

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