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Monte Zebio. Il museo all’aperto

Asiago
Il Monte Zebio è il nucleo originario dell’Ecomuseo della Grande Guerra. Attorno a questa cima si svolsero durissimi combattimenti, che videro l’esercito italiano tentare di sfondare le munitissime linee austriache, raccontati anche da Emilio Lussu nel celebre “Un anno sull’Altipiano”. Tutta la zona è ricca di testimonianze storiche e numerosi sono i siti recuperati con la creazione del Museo all’Aperto: le numerose trincee e gallerie nella zona di Crocetta di Zebio, linea di difesa inespugnabile e di perfezione costruttiva che costituisce un esempio dell'ingegno umano nella trasformazione di un'altura in apparenza insignificante in un vero e proprio fortilizio. Il sito riveste anche un interesse naturalistico in quanto le opere belliche si trovano nella spettacolare cornice della natura dell’altopiano, fatta di foreste di abete, pascoli di alta quota, pozze d’alpeggio e ricche flora e fauna tipiche di questi ambienti.
La visita
Un percorso ad anello consente una visita facile e sicura, ampiamente documentata, segnalata e attrezzata, adatta a qualsiasi escursionista e non presenta difficoltà tecniche. Da Malga Zebio (m. 1.670), dove si trovano le prime tabelle illustrative, si imbocca il sentiero che in poche decine di metri sale alla Crocetta (1.708) con le postazioni e le trincee restaurate. Da qui si scende agevolmente con la mulattiera verso la Mina di Scalambron (m. 1.677), quindi al rifugio Stalder e, poco più a sud, alla ricostruita trincea didattica e al vicino cimitero militare della Brigata Sassari (m. 1.575). Tornando alla Mina, imboccando il sentiero C.A.I. 832 si può salire a Cima Zebio (m. 1.717), raggiungere la Busa del Carbon (m. 1.776) e, piegando verso nord-est, arrivare alla sorgente degli Albi di Pastorile e all’omonima casara e da qui scendere verso sud fino a imboccare la strada per tornare alla malga di partenza, in circa due/tre ore a seconda della permanenza nei vari siti.
La storia
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Monte Zebio venne occupato dagli Austriaci il 29 maggio 1916, dopo la ritirata che si succedette alla Strafexpedition e subito venne attrezzato a difesa con sistemi di sotterranei e comunicazioni e con numerose gallerie e caverne di ricovero. Divenne un importante arroccamento della prima linea austroungarica che sull’Altopiano di Asiago si estendeva tra i monti Ortigara, Colombara, Interrotto e la Val d’Assa dal luglio 1916 al dicembre 1917. Questa linea conobbe vari tentativi di conquista senza risultato (poche decine di metri di terreno) e uno tra i maggiori sacrifici in vite umane. Per la strategia militare questi monti ricoprivano una enorme importanza per tutto il fronte. Infatti sul retro vi era l’unica via che conduceva alla Val D’Assa e al Passo Vezzena, da dove poi si arrivava a Levico – Caldonazzo e quindi a Trento. Se tale fronte fosse stato perduto dagli austriaci, si sarebbero inoltre tagliati i rifornimenti facendo venir meno la posizione avanzata dell’Ortigara. Per tutti i mesi precedenti il rigido inverno del 1916, gli italiani tentarono lo sfondamento. Trascorso l’inverno, il Comando Italiano tentò ancora di conquistare la linea, ma l’8 giugno 1917, vicino alla “lunetta” dello Zebio, una mina italiana scoppiò prima del momento previsto, a causa forse di un fulmine, provocando la morte di 120 soldati italiani della Brigata Catania. I combattimenti continuarono per tutto il periodo e, nel frattempo, gli innumerevoli Caduti dell’Ortigara fecero svanire gli obiettivi del Comando Italiano. Dopo dicembre 1917, il settore Orientale, in particolare il Fiume Piave e il Monte Grappa, divennero i nuovi fulcri dove si incentrò il destino della guerra e i caposaldi italiani vennero spostati quindi a sud di Asiago. Resta comunque indubbia la preminente importanza che il Monte Zebio, accanto all’Ortigara, ricoprì in tutte queste fasi.

Il sito è accessibile liberamente.

In presenza di neve la strada è chiusa e il sito non è raggiungibile in auto.

Tel. 0424 462221
e-mail: info@asiago.to

S.I.T. Sportello Informazioni Turistiche – Palazzo Municipale
Piazza Carli – 36012 – Asiago (VI)

Visite guidate di gruppo. Per informazioni e prenotazioni:

info@guidealtopiano.com cell. 340 7347864

info@asiagoguide.com cell. 346 2379118

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