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Schio

Spazio Espositivo Lanificio Conte

la storia

La prima memoria del Lanificio G.B. Conte risale al 28 Ottobre 1757, data in cui Antonio Conte di Giovanni Battista rileva il laboratorio di Giovanni Antonio Donadelli.
La lunga storia dell'opificio affonda le proprie radici nel tessuto protoindustriale scledense della seconda metà del Settecento, quando l’ascesa della produzione laniera cittadina è tale da arrivare a realizzare un terzo dei panni prodotti nella Repubblica di Venezia.
Sin dagli inizi il Lanificio era organizzato in più reparti per la produzione dei “panni lana”, concentrando al suo interno più specializzazioni quale stabilimento all’avanguardia rispetto l’organizzazione e la concezione manifatturiera diffusa allora.
Tra il 1866 e il 1884 lo stabilimento assume la definitiva conformazione di fabbricato industriale a quattro piani con struttura in ghisa e rivestimento murario in mattone e pietra, secondo gli ultimi modelli del tempo. Alla ristrutturazione dell’edificio corrisponde una riorganizzazione dei reparti e un aggiornamento dei macchinari, che vengono potenziati. Nel 1883, appena quattro anni dopo l'invenzione della Lampada Edison, il Lanificio, tra i primi in Italia, viene dotato di illuminazione elettrica ottenendo un notevole miglioramento nel rendimento sia dei lavoratori che delle macchine.
Nel 1887 lo stabilimento raggiunge una superficie complessiva di oltre 15.000 mq. La produzione conta circa tre assortimenti di filatura e la forza lavoratrice ha raggiunto le 120 unità, portando il Lanificio al quarto posto, a Schio, per numero di lavoratori. Lo stesso anno viene istituita la Società di Mutuo Soccorso degli operai del Lanificio Conte, che offre sostegno alle famiglie dei dipendenti in difficoltà.
Il periodo che apre il nuovo secolo non risulta facile per l’azienda, che risente del ritardo nello sviluppo industriale a livello nazionale, situazione della quale risente anche l’intero comparto scledense che perde un terzo della sua consistenza.
La morte prematura di Tita Conte, a soli 36 anni, si rivela una grave perdita non solo per gli affetti familiari ma per la fabbrica tutta, che vive un periodo di ulteriore crisi. Alla scomparsa di Alvise Conte (1950), figlio di Tita Conte, gli succede nella conduzione dell'industria Giovanni Maria Bertollo, marito della figlia Elisa, che riesce a formare una squadra di collaboratori capaci di dirigere in modo dinamico il Lanificio.
Nel 1989 il Lanificio Conte viene ammeso al Club "Les Hénokiens", prestigiosa associazione internazionale che raggruppa le dinastie industriali mondiali con più di due secoli di esistenza.
Dalla storica sede del centro cittadino, nel 1998 l’azienda si trasferisce nel nuovo stabilimento nella zona industriale di Schio.
Nel 2007 la sede originaria del Lanificio Conte viene egregiamente restaurata, ed inaugurata come sede espositiva nel settembre dello stesso anno, in occasione della ricorrenza dei 250 anni dalla fondazione.

Il 9 marzo 2013 viene inaugurato il nuovo spazio espositivo SHED adiacente alla parte ottocentesca: con 1300 mq di superficie e diversi vani accessori, esso si presenta quale originale e moderno spazio idoneo ad ospitare eventi culturali contemporanei, dotato di un nuovo e armonioso ingresso sull'antica via Pasubio,  perfettamente integrato al tessuto preesistente.

 

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