L’anello dei 3 confini



Ecco quello che potete trovare:
1. Il sito paleolitico di Val Lastaro di 13.000 anni fa. Cacciatori-raccoglitori provenienti dalla pianura venivano in Val Lastaro per procurarsi utensili domestici e le punte delle frecce e delle lance per la caccia. L’Università di Ferrara ha eseguito varie campagne di scavi in quest’area e ha scoperto molte selci lavorate e i luoghi con i depositi delle lavorazioni. Qui c’era una vera proto fabbrica grazie all’abbondanza di selci inglobate nelle rocce calcare della valle. I gruppi familiari dell’età della pietra avevano qui degli accampamenti temporanei che utilizzavano per raccogliere frutti spontanei e per cacciare selvaggina perché l’agricoltura non esisteva ancora.
Alcuni reperti di questo importante sito sono visibili nel Museo Archeologico dei Sette Comuni che si trova a Castelletto di Rotzo e nel Municipio di Conco.
Dal monte Frolla si può godere di una splendida vista della pianura veneta. Il panorama spazia dai Monti Lessini, ai Colli Berici, ai Colli Euganei, fino alla laguna di Venezia. La Nel rapporto sulla qualità dell’aria, pubblicato il 29 ottobre 2018, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) stima che nel 2015 le concentrazioni di Particolato PM2,5 abbiamo causato circa 391.000 morti premature nei 28 Stati membri dell’EU. L’inquinamento atmosferico è un assassino invisibile nelle aree urbane e tra le peggiori c’è la pianura padana, che da qui ormai si vede a fatica.
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3. Oltre i condomini delle Laite, si arriva al Colle della Zolina (o Solina) che è un punto attrezzato per una sosta e permette anche di rientrare a Val Lastaro passando per Malga Verde.
4. La Casara di Pian de la Casaretta, circondata da alberi di ciliegio e da faggi maestosi, domina la Vallerana, la valle contesa tra le comunità del Brenta fino al 1584 quando la Repubblica di Venezia stabilì i confini definitivi. Sull’altro lato del fiume si eleva il massiccio del Grappa. Il monte Campolongo e la fila di alture che corrono parallele alla Vallarana nascondono il Canale di Brenta fino al punto da immaginare che l’Altopiano e il Grappa siano collegati. Ed era propri così quando queste montagne emersero la mare negli ultimi venti milioni di anni e i ghiacciai e il fiume non avevano ancora inciso lo strato di dolomia scavando il Canale di Brenta. Ora una bellissima faggeta, coltivata a fustaia, si accompagna lungo il margine est dell’Altopiano fino alle Pozzette, sul bordo del Canale.
5. A malga Pozzette arriva una spettacolare via armentaria gradinata, simile alla Calà del Sasso. E’ una delle vie più antiche che sale in Altopiano, risalente all’Alto medioevo e citata in documenti del 1494. Durante l’alpeggio la malga offre un punto di ristoro con formaggi di produzione locale. Possibile secondo rientro a Val Lastaro passando dalla cima Malcroba o da Biancoia.
6. Il Col d’Astiago è un punto panoramico eccezionale sul Canale di Brenta, le vette Feltrine, le Pale di San Martino, Cima d’Asta e i Lagorai. E’ caratterizzato dall’imponente serbatoio dell’acquedotto di Oliero che raccoglie l’acqua, sollevata per più di 1000 metri, per distribuirla in Altopiano. Nell’ultimo anno della prima guerra mondiale sul Col d’Astiago convergevano le principali linee difensive che collegavano l’Altopiano al Monte Grappa; il Sentiero del Vù le ripercorre in parte. Il Col d’Astiago è chiamato localmente Col del S’ciavo perché la Repubblica di Venezia aveva mandato gli Schiavoni a tagliare il legname necessario alla costruzione delle navi. Anche il nome del vicino Col dei Remi deriva dall’uso a cui servivano i faggi che venivano trasportati per la Calà del Sasso fino al Brenta e da li fino alle Zattere e all’Arsenale di Venezia.
7. Alla Vasca del Termine Rotto è ancora presente il serbatoio in calcestruzzo usato per la distribuzione dell’acqua ai soldati della Prima Guerra Mondiale. Scendendo per la strada di Biancoia si rientra a Bosco Littorio e a Val Lastaro. Proseguendo per cima Malcroba si rientra a Colle Zolina e a Val Lastaro.
8. Il Campaniletto, la sommità di Montagna Nova Davanti, offre un grandioso panorama a 360 gradi delle cime di tutta la catena settentrionale dell’Altopiano.
9. Malga Montagna Nova Dadrio domina la val del Puffele, il valico che porta nella conca centrale dell’Altopiano. Da qui si può vedere la vastità della foresta di abeti rossi e bianchi che ricopre il versante nord della catena meridionale dell’Altopiano, nota anche come Bosco Nero. E’ anche il punto privilegiato per osservare il teatro delle battaglie dei Tre Monti (Val Bella, Col del Rosso e Col d’Ecchele). Su queste cime della catena meridionale erano schierate le artiglierie che hanno deciso l’esito delle battaglie. Durante l’alpeggio la malga offre un punto di ristoro con formaggi di produzione locale. Fu incendiata dai nazifascisti quando catturano qui i quattro giovani partigiani fucilati a Marostica il 14 gennaio 1944.
10. Il faggio secolare di Montagna Nova Davanti, a fianco della prima strada del Taborra, ha superato indenne le distruzioni della prima guerra mondiale che aveva distrutto o danneggiato il 94% dei boschi.
11. Il bosco ex Littorio è il relitto dell’orto forestale dove venivano fatte crescere le pianticelle di abete rosso seminate nel vivaio Mosca. E’ uno dei 14 orti che a partire dal 1921 furono realizzati per rimboschire il territorio dell’Altopiano devastato dalla prima guerra mondiale. I boschi costituiti da una sola specie e di un’unica età si sono dimostrati però molto fragili.
12. Casa Girardi, l’8 gennaio 1918 la prima batteria inglese sulle Alpi arriva a Casa Girardi e ai Galgi
13. La cavità carsica del “Buso de l’Asinello”. E’ un importante punto di drenaggio dell’acqua che fluisce dalle valli chiuse di Val Lastaro e Biancoia e inizia qui il percorso sotterraneo e misterioso verso le sorgenti di Oliero. Consigliamo di visitare il Museo dell’Acqua di Asiago per approfondimenti (http://www.museodellacqua7comuni.it).
Durata del percorso: 6:10 ore
Dislivello: 583 m
Difficoltà: facile
Il tracciato e le note del percorso sono disponibili nella app ufficiale del Comune di Lusiana Conco scaricabile dagli store sia di iOS che di Android.
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