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Mise-en-abîme. Sistema Wunderkammer di Gundula Rakowitz

wunder cammer

Mise-en-abîme Sistema Wunderkammer è una originale e preziosa pubblicazione che rendiconta la ricerca avviata da Gundula Rakowitz, professoressa associata in composizione architettonica e urbana presso l’Università IUAV di Venezia, che negli anni accademici 2016-17 e 2018-19 ha accompagnato gli studenti presso alcuni musei della rete museale dell’alto vicentino, scelti per l’interesse nella relazione che l’edificio o il sito instaura con il paesaggio, facendone luoghi oggetto di studio per il laboratorio di progettazione.
Al termine del primo anno, nel 2017, è stata organizzata una giornata di restituzione con l’allestimento di una mostra presso il Museo Casabianca di Malo. Quindi nel 2020 i sìrisultati della ricerca sono stati pubblicati dalla casa editrice LetteraVentidue di Siracusa.
Il volume contiene la riflessione progettuale, che ha sollecitato il progetto di ricerca, e le schede relative ai luoghi indagati, ed è arricchito con un’intervista a Giobatta Meneguzzo, la premessa di Eleonora Mantese, con scritti di Michele Barbiero, Barbara Bossan, Stefano Caielli, Loenza Gasparella, Federico Letizia, Davide Mazzuccato, Alessandro Mosetti, Massimo Mucci.

Il “mise-en-abîme”, letteralmente “collocazione nell’abisso”, è un’espressione che ha acquisito il significato di immagine nell’immagine, dalla tradizione araldica che ripropone lo stemma nobiliare in scala ridotta all’interno dello stemma stesso, e che in letteratura prende il significato di “storia nella storia”. Nell’approccio architettonico, lo sguardo dell’architetto, nel nostro caso quello degli studenti guidati dai ricercatori, che osservano e indagano i musei quali “architetture” museali nel contesto che li ospita, si confonde con lo “sguardo”, l’attenzione che i musei rivolgono al territorio, mettendo in scena questo gioco di rispecchiamenti. Come sempre accade, lo sguardo, l’attenzione, la cura sono azioni generative e mai sterili: chi viene guardato, si rispecchia in questo sguardo, nella nuova attenzione che riceve. Il gioco di sguardi rinnova il dialogo creativo e fruttuoso e, nel gioco del mise-en-abîme, l’essere guardato scatena anche un ripensamento del sé. E così a loro volta i musei, o meglio, i curatori dei musei, osservati e studiati, hanno cominciato a ri-guardarsi con curiosità. Ma non solo.
Gli studenti non sono stati invitati a indagare il museo in quanto dispositivo di interpretazione e comunicazione del patrimonio in esso conservato, ma come a considerarlo una architettura all’interno del contesto, che lo ospita. Questo approccio impone un ulteriore cambio di prospettiva, ma soprattutto di scala: il museo viene ad assumere così il ruolo di micro-museo, in relazione al microcosmo che lo circonda.
Il termine micro non ha in questo contesto una connotazione qualitativa, ma esclusivamente quantitativa, relativa alla scala di grandezza. Nel momento in cui il museo assume il micro-cosmo della realtà che lo circonda, accade che lo spazio, a cui fa riferimento, da caotico diventi complesso. Un’intuizione che ci introduce al concetto di Wundekammer.
Wunderkammer è una parola di origine tedesca, che sta a significare camera delle meraviglie o delle curiosità. Queste stanze sono state in alcuni casi precorritrici dell’idea più moderna di museo. Ora con questa ricerca si intende proporre a livello territoriale la logica della Wunderkammer: non una stanza delle meraviglie, ma una paesaggio, l’alto vicentino, come territorio capace di sorprendere per le risorse che contiene disseminate.
Analogamente alla tipicità della Wunderkammer possiamo riconoscere al nostro territorio in particolare due elementi: un intreccio tra arte, natura e tecnica, tipico della camera delle meraviglie, che continuando il gioco degli specchi nella nostra rete di musei possiamo far corrispondere al multitematismo che ci caratterizza: dall’arte alla natura e scienza, dell’etnografia al patrimonio industriale. L’altro elemento è il carattere di a-sistematica, tipico della Wunderkammer, che troviamo di riflesso nella distribuzione “spontanea” dei nostri musei.
In conclusione l’analisi, condotta dall’Università, rafforza la convinzione della correttezza di procedere con un lavoro orientato al pluritematismo, alla disseminazione sul territorio del patrimonio, in opposizione a un suo accentramento, in quanto questo atteggiamento ci permette di garantire attenzione alla diversità, in generale, e ai singoli musei/patrimoni in particolare, quale valore da tutelare; ci conforta inoltre nel perseguire una gestione dell’operare secondo principi del coordinamento e non della direzione.
Stare dentro al micro-museo è una condizione privilegiata, che offre la possibilità di mettersi in dialogo con il fuori, di generare relazioni, attraverso lo “scarto di scala tra contenuto e contenitore […] La camera delle meraviglie è fatto mentale che diviene fatto costruito”, come scrive nella postfazione Alessandro Mosetti.
Raccogliamo quindi l’auspicio di perfezionare le relazioni e le connessioni che legano i micro-musei ai loro microcosmi, ma soprattutto quello di accogliere la complessità e favorire l’accessibilità al patrimonio suscitando una “meraviglia generativa – come ben scrive Gundula Rakowitz – e non stupore ingessante”: entrare nel museo non con deferenza, timore per il valore incommensurabile dell’opera, ma in dialogo con questa, nostro patrimonio comune.

Tra i musei e siti di Musei Altovicentino sono citati nel libro:
Museo del Tabacco e del Recuperante di Valbrenta
Valle dei Mulini di Lusiana Conco
Museo Casabianca di Malo
Mulino Pestasassi di Nove
Parco di Villa Rossi di Santorso
Museo Etnografico sulla Lavorazione del Legno di San Vito di Leguzzano
Museo Civico “Domenico Dal Lago” di Valdagno
Segheria alla Veneziana di Valli del Pasubio
Museo delle Cartiere di Oliero di Valbrenta

Gundula Rakowitz, Mise-en-abîme. Sistema wunderkammer, Edizioni LetteraVentidue, Siracusa 2020

Puoi vedere un’anteprima del libro al link esterno cliccando QUI

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Citazione: Ivana De Toni, recensione a “Mise-en-abîme. Sistema Wunderkammer” di Gundula Rakowitz, https://www.museialtovicentino.it/wp-admin/post.php?post=4327&action=edit&lang=it Sito consultato il [indicare la data]