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Malo

Museo della Civiltà Rurale della Val Leogra

la visita

Il museo permette di ripercorrere interessanti aspetti del recente passato che caratterizzò la vita di molte famiglie dedite ai lavori dei campi, i ritmi delle stagioni e le attività lavorative, le relazioni tra vicinato e parentela. Il visitatore può così cogliere le differenze tra una realtà legata ad un’economia domestica e chiusa e quella che si è trasformata in seguito alla forte influenza di un’organizzazione del lavoro di tipo industriale.

Si possono vedere aratri, seminatrici, “sàpe”, “solcaroi” testimoni della coltivazione dei campi, e altri attrezzi delle attività agricole: è il caso del “ronchéto” per la potatura delle viti; del “torcio” per la spremitura dell’uva; del “tajafoje” per i bachi da seta; dei “rastéli” per raccogliere il fieno.

Al sostentamento dell’economia domestica contribuivano l’allevamento di qualche animale da cortile e del maiale, l’allevamento del “cavaliere”, il baco da seta, e la trasformazione del latte vaccino in prodotti caseari.

In un mondo poco specializzato è diffusa l’arte di arrangiarsi, e il contadino dimostra capacità di svolgere piccoli lavori di artigianato, di falegnameria, di calzoleria. Numerosi gli spazi espositivi ritagliati per queste attività artigianali collaterali: il “socolaro”, lo “scarparo”, il “marangon”.

La vita era ritmata dalle attività agricole stagionali, ma altrettanto era allietata da feste, momenti di spensierata allegria e di convivialità, in cui ci si raccoglieva per ringraziare e per condividere quanto prodotto o, semplicemente, per “fare quatro ciàcole”.
Non possiamo ricreare i “filò”, ma possiamo ricordarli vedendo le fedeli ricostruzioni dei luoghi, fulcro della vita domestica: la cucina, la camera da letto e la stalla.

Tempo di visita: 1h 30’
Le visite al Museo sono condotte da un operatore qualificato.

 

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