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Anello storico di Campogrosso

Il sentiero storico di Campogrosso è stato tracciato nel 1993 a cura degli Alpini della Sezione della Valle dell'Agno con la collaborazione della Comunità Montana Agno Chiampo. L'anello del sentiero storico si sviluppa sui versanti nord delle cime Postai e Osservatorio. Esso comincia poco dopo l'evidente indicazione posta sulla strada Campogrosso - Pian delle Fugazze, a circa 300 mt. dal parcheggio del rifugio Campogrosso. Il tracciato è facilmente individuabile sulla sinistra della "Madonnina" ed è segnalato con tabelle e paletti gialli.

unnamed 15Tappa 1. Madonnina della Guerra
Il percorso dell'anello storico di Campogrosso inizia dinnanzi a una scultura in pietra molto evocativa e affascinante: quella di una Madonna orante. Visibile già dalla strada principale, il mezzobusto lapideo è custodito in una nicchia ad arco acuto, poggiante su basamento. Particolarmente interessante è la presenza dell'iscrizione “Ch’el Signor fermi la uere…” , ovvero “Che il Signore fermi la guerra”. L'opera è protetta da un'area delimitata da catene massicce d'epoca.

 

 

 

 

 

 

unnamed 81Tappa 2. I cippi confinari
Proseguendo si incontrano numerosi cippi risalenti al 1751, epoca in cui questi territori facevano parte del dominio della Serenissima.
La parola “cippi”, secondo le fonti, è utilizzata fin dall'epoca romana, da Cesare, per identificare un semplice palo appuntito che veniva parzialmente interrato, al fine di segnalare i confini territoriali o un'area sepolcrale. Nel caso di Campogrosso, simili elementi servivano a dividere le terre della Serenissima da quelle dell'Impero Austriaco. Tale confine rimarrà inviolato fino allo scoppio della Grande Guerra. In alcuni di essi è ancora perfettamente leggibile la data “1751” e l'iniziale “C”, scavate nella roccia.

 

 

 

 

 


unnamed 22Tappa 3. Il primo bunker
Ci avviciniamo ora ai manufatti risalenti al primo conflitto mondiale, che si sono conservati nel tempo, quali gallerie, bunker, trincee e camminamenti militari. Risulta essere molto suggestiva la visita al primo bunker realizzato con funzioni  difensive. I bunker si presentano come strutture molto semplici, con spazi ridotti, feritoie, aree apposite per l'artiglieria, ed erano parzialmente interrati o addossati alle trincee, in modo tale da poter attutire il più possibile i colpi nemici. Il bunker di Campogrosso, realizzato con terra, pietra e legno, è ancora perfettamente visitabile. All'interno di questa struttura il visitatore può immaginare come vivevano i soldati, costretti ad essere addossati l'uno accanto all'altro nella quasi completa oscurità per mesi.

 

 

 

 

                                                                                

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Tappa 4. La scalinata scavata nella roccia e le postazioni d'artiglieria
Dinnanzi a voi è presente una scalinata scavata nella roccia dai soldati italiani, durante il conflitto mondiale. È evidente la cura con cui sono stati realizzati i vari gradini, nonostante il tempo limitato a disposizione. 
Dinnanzi a questa scalinata si apre un altro bunker, scavato anch'esso nella roccia, che presenta un'apertura con arco a sesto acuto. All'interno della galleria militare sono presenti diversi cunicoli, scavati per poter ostacolare un eventuale attacco nemico e per poter mantenere sotto controllo più fronti possibili. All'interno sono visibili le postazioni d'artiglieria e i vari punti di osservazione. Proseguendo lungo il sentiero si possono trovare ulteriori cippi confinari.

 

 

 

 

 

unnamed 29Tappa 5. La piazzola di Artiglieria di piccolo calibro
Si arriva quindi a una piccola piazzola per artiglieria di piccolo calibro, realizzata dai soldati italiani. L'area, con perimtro ovale, è delimitata da una serie di massi disposti l'uno sopra l'altro, in modo tale da creare una sorta di muro difensivo.
La piazzola sarebbe stata armata qualora gli Austruiaci avessero rotto la linea di fronte sul Pasubio.

 

 

 

 

 

 

unnamed 9JJ0Tappa 6. Cima Postal e rifugio Campogrosso
Per completare l'anello storico di Campogrosso si prosegue lungo il sentiero che aggira Cima Postal (1.529 m) e conduce nei pressi di un’antica teleferica.
Si percorre l'ultimo tratto, seguendo le indicazioni per Rifugio Campogrosso.
Arrivati al rifugio è possibile osservare la monumentale parete rocciosa nota come “Sisilla”, su cui è possibile salire seguendo un sentiero CAI.

 

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