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La zona Sacra del Pasubio

Nel 1922 la Repubblica italiana con un decreto regio (DR n. 1386 del 29 ottobre 1922), dichiara la zona meridionale e centrale del Pasubio, Zona Sacra. Tale area comprende il Cògolo Alto, Cima Palon, la Selletta Damaggio, il Dente Italiano e la Selletta dei denti, ovvero zone in cui si sono registrate maggiori perdite di uomini, sia da parte dell'esercito italiano che austriaco. Sfortunatamente in quell'epoca non vengono inseriti nella Zona Sacra né il Dente Austriaco, né le Sette Croci e il relativo Cocuzzolo dei Morti. 
Oggi la Zona Sacra è accessibile in auto (solo con permesso specifico) da Malga Fieno e dagli Scarubbi, ma spesso il transito dei mezzi è interrotto da frane. A piedi si accede praticamente da tutti i versanti: Strada delle 52 gallerie e sovrastante ferrata, Val Canale e relativi canaloni, Val Posina-Borcola con le numerose valli di accesso, sia per canaloni che passando per rifugio Lancia.

 

unnamedTappa 1. Galleria D'Havet
Questa galleria mette in comunicazione malga Fieno con la val Canale. L'attuale strada di Pian delle Fugazze, la galleria D’Havet e la successiva Strada degli Eroi sono state sistemate e adattate dal Genio militare su incarico del Ministero della Guerra, durante gli anni 1937-38. La galleria è stata realizzata nella seconda metà del 1916, al fine di creare un passaggio alternativo alla mulattiera di val Canale, poiché si presenta come un tratto molto ripido, soggetto a valanghe e slavine. La Galleria è dedicata al colonnello Giuseppe D’Havet, comandante del Genio del V° corpo d’armata, nel 1917. Stessa dedica la ritroviamo nella seconda galleria della celeberrima Strada delle 52 Gallerie. 

 

 

 

 

 

 

 

 unnamed 32Tappa 2. La strada degli eroi 
La costruzione della Strada degli Eroi viene iniziata nel 1917 dal colonnello Giuseppe D'Havet, per realizzare un collegamento tra le Porte del Pasubio (1928 m.) e il Soglio dell'Incudine (2114 m.). Tale impresa è possibile grazie alla 326a compagnia zappatori, comandata dal tenente Giordano Carocari. Nel 1937 la sezione di Schio del Club Alpino Italiano e l'Ente Provinciale per il Turismo di Vicenza propongono al Genio militare, la sistemazione e la resa in sicurezza di questo tracciato: la strada viene ampliata, dotata di muretto in cemento e resa camionabile. L'appellativo “Strada degli Eroi”, è dovuto alle dodici lapidi presenti sulle pareti rocciose verticali del percorso, a ricordo di coloro che sul monte Pasubio meritarono la massima ricompensa al Valor Militare, gli Eroi, appunto.

 

 

 

 

 

unnamed 4Tappa 3. Le Porte del Pasubio e il rifugio Papa 
Alle Porte del Pasubio (m 1928) sorge il rifugio Achille Papa, dedicato al generale, comandante della brigata Liguria e guida della 44a divisione. Papa fu il generale che, per la sua straordinaria capacità, rese il Pasubio un baluardo inespugnabile. Durante il conflitto qui era presente una vera e propria città, chiamata dai combattenti “El Milanin”o piccola Milano. In questo accampamento convivevano circa un migliaio di persone all'interno di baracche di legno, in muratura e in caverne ricovero. Alcuni resti sono ancora visibili attorno al rifugio. Nel 1921 il C.A.I. di Schio realizza qui un rifugio, chiamato Pasubio e poi diventato rifugio Papa, il 2 luglio 1922. È qui che arriva anche la famosa strada delle Gallerie

 

 

 

 

 

unnamed 10Tappa 4. L'arco romano 
L'arco romano fu eretto nel 1935, al fine di ricordare il valore del Soldato Italiano. L'opera sorge al centro del perimetro che racchiude il cimitero di guerra, noto come “Di qui non si passa” nelle carte della brigata Liguria: tale luogo sacro originariamente ospitava le salme di 164 caduti, tumulate presso l’Ossario del Pasubio, nel 1928. 
Le lapidi che si sono ben conservate sono state raccolte in una piccola caverna alla base del monumento. Nel 2011 sono state riposizionate sui terrazzamenti del cimitero.

 

 

 

 

 

 

unnamed 25Tappa 5. Chiesetta di Santa Maria del Pasubio 
La chiesa viene retta nel 1961 per volontà di monsignor Francesco Galloni, cappellano militare del battaglione alpini Monte Suello, durante il conflitto. Di fronte al luogo sacro è presente la tomba del generale Vittorio Emanuele Rossi, comandante del battaglione alpini Monte Berico, venuto a mancare nel 1962: per volontà del defunto, la salma è stata tumulata nei luoghi in cui il suo reparto ebbe il battesimo del fuoco.

 

 

 

 

 

 

unnamed 8Tappa 6. Le Sette Croci
Le note Sette Croci, sono accompagnate da un recente monumento commemorativo risalente al 1988.Secondo la tradizione, nel XVI secolo, si è svolto in questo luogo, un scontro tra pastori di Posina (vicentini) e di Trambileno (trentini) per il possesso dei pascoli; tale evento portò alla morte di sette pastori (richiamo alle sette croci).

 

 

 

 

 

 

 

unnamed 85Tappa 7. Dente Austriaco 
Il Dente Austriaco (2203 m.) si presenta come un roccione lungo 200 metri e largo 80. Il Dente viene occupato il 20 maggio 1916 dalla 10a Brigata di montagna austriaca e diventa subito il luogo più elevato conquistato dal nemico. Nello sperone è stata posta una targa metallica che ricorda i reparti Kaiserjäger presenti sul Pasubio. Percorrendo verso sud il Dente Austriaco, tenendosi sul lato sinistro e seguendo la possente trincea in cemento che cinge il versante orientale, si giunge alla selletta dei Denti (m 2175). 

 

 

 

 

 

  

unnamed 27Tappa 8. Dente Italiano e Cima Palon  
Il sentiero prosegue tra i giganteschi massi conseguenza della mina austriaca, fino ad arrivare al Dente Italiano (m 2220). I lavori strutturali, realizzati su entrambi i Denti, furono iniziati alla fine del 1916 e proseguiti fino alla conclusione della guerra. Il Dente Italiano era armato con 5 mitragliatrici, 2 bocche da fuoco d'artiglieria ed un lanciafiamme, integrate da 12 mitragliatrici appostate sulla vicina Cima Palon e sul Cògolo Alto. Percorrendo la leggera depressione nota come Selletta Damaggio (m 2200), si giunge alla Cima Palon (2232 m.), la massima elevazione del Pasubio. 

 

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