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Progetto Isotomo: Wanted!

Tutti a “caccia” dell’Isotomo, insetto rarissimo e leggendario!

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Ingrandimento

Diventa scienziato per un giorno, partecipa al progetto e aiutaci a svelare il mistero  dell’Isotomo di Disconzi!

Verificare la presenza oggi di questo insetto così raro e poco conosciuto è di grande importanza non solo per la scienza ma anche per il nostro patrimonio culturale. Si tratta infatti di un animale profondamente legato alla storia del nostro territorio grazie agli studi del naturalista vicentino Disconzi, che certo merita una seconda possibilità ed una controprova della sua scoperta, che potrà magari arrivare da una foto, da un’osservazione di chi vorrà diventare scienziato per un giorno e collaborare a questo importante progetto scientifico.

Come puoi fare?

Vai sulla nostra pagina facebook e pubblica la tua foto dell'isotomo! per accedere clicca qui

PER PARTECIPARE ALLA CACCIA
1. Se vedi in Veneto un insetto che assomiglia all?isotomo, scattagli una foto e caricala in questo album assieme alle altre.
2. E' fomdamentale sapere dove è stata fatta, pertanto riporta la località, la data e l'autore della foto in modo il più preciso possibile, altrimenti potremmo perdere l'Isotomo una seconda volta!
3. La soluzione migliore è fare una foto geotaggata, per farla prima di scattare attiva il GPS sul tuo smartphone, attendi pochi secondi che prenda il segnale e poi scatta la foto. Le informazioni di latitudine e longitudine verranno integrate nel file immagine e potranno essere recuperate in un secondo tempo.
4. Se hai un dubbio sull'identità dell'oggetto fagli lo stesso iìuna foto. Anche se non si tratta dell'isotomo speciosus, potrebbe essere comunque un suo parente poco conosciuto e contribuirai comunque a fornire dei dati scientifici sull'entomofauna del nostro territorio.
5. Se hai problemi a caricare qui l'immagine inviala tramite email a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando nell'oggetto Isotomo Wanted.

 

Isotomus speciosus (Schneider, 1787)


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Descrizione generale: L’Isotomo è un coleottero molto bello che si riconosce per la colorazione generale scura, le zampe rossastre e i caratteristici disegni bianchi-giallastri sul dorso, oltre alle lunghe antenne tipiche degli insetti cerambicidi.  E’ un insetto raro e difficile da incontrare, nonostante la sua distribuzione abbastanza ampia, che si sta però riducendo in molte località a causa della distruzione degli habitat naturali. Si sviluppa nel legno morto e secco di alberi decidui.

Lunghezza del corpo: 10 - 22 mm
Ciclo vitale: lo sviluppo larvale, all’interno di vecchi alberi, dura almeno 2 anni. Gli adulti si trovano in genere durante i mesi estivi.
Pianta ospite: sono insetti polifagi che abitano tronchi e rami di varie specie di alberi decidui come il Carpino, la Quercia, il Castagno, il Faggio, l’ Olmo e l’ Acero.
Distribuzione: Europa centro-orientale, Caucaso, Transcaucasia
Habitat: faggete, querco-carpineti e in generale boschi asciutti di latifoglie.

 

 

Il mistero dell’Isotomo di Disconzi

Nelle collezioni naturalistiche del Seminario vescovile di Vicenza è conservato un vecchio esemplare di Isotomus speciosus, un insetto la cui presenza in Italia è oggi molto incerta e discussa. Questo unico esemplare però non lascia ombra di dubbio: nel lontano 1854 venne infatti raccolto ad Asiago, testimoniando per la prima volta la sua presenza nel nostro Paese. L’abate e celebre naturalista Francesco Disconzi studiò quel reperto citandolo nelle sua grande opera, l’Entomologia Vicentina del 1865 sotto il genere Clytus con queste parole: "Questa bella specie propria della fauna subapennina fu trovata una sola volta nelle montagne di Asiago". L'autore la definisce appenninica perché allora la specie non era ancora stata scissa dal punto di vista sistematico dall'' Isotomus barbarae dell'Italia centrale. Disconzi determina quindi correttamente l'esemplare e ne descrive l'areale allora conosciuto, ma questo insetto non venne mai più raccolto su queste montagne.

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L’Isotomo tra passato e futuro

Nella località dove questa specie venne trovata nel XIX secolo si sono poi abbattute due guerre mondiali che nella loro devastazione hanno profondamente modificato luoghi e ambienti naturali. La sua presenza non è mai stata riconfermata con altri dati ma non è inverosimile che esistano ancora delle popolazioni nascoste tra i boschi delle prealpi vicentine. Verificare la presenza oggi di questo insetto così raro e poco conosciuto è di grande importanza non solo per la scienza ma anche per il nostro patrimonio culturale. Si tratta infatti di un animale profondamente legato alla storia del nostro territorio grazie agli studi del naturalista vicentino Disconzi, che certo merita una seconda possibilità ed una controprova della sua scoperta, con un progetto di citizen science.

 

 

Partecipa anche tu!

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Dopo oltre centosessant’anni da quel primo ritrovamento un gruppo di ricercatori ed entomologi si è attivato per verificare la presenza dell’Isotomo sull’altipiano dei Sette Comuni e sulle aree pedemontane adiacenti (Summano, Monte Grappa, ecc.). Coordinati dalla rete dei Musei Altovicentino e sotto la guida dei Musei del Canal di Brenta e del Museo Naturalistico Didattico di Asiago hanno avviato una serie di monitoraggi e campionamenti sul territorio ma per un animale così schivo è necessaria la partecipazione di tutti. Se stai passeggiando tra i boschi dell’Altipiano, se sei in montagna per un’escursione sportiva o turistica, prova ad abbassare lo sguardo e a osservare i piccoli insetti che ti stanno intorno, magari il rarissimo Isotomo è proprio accanto a te! Se vedi un insetto che gli assomiglia o corrisponde alla descrizione prova a fargli una foto, meglio se geotaggata (attiva il segnale GPS sul tuo smartphone, attendi la ricezione del segnale e quindi scatta la foto), oppure annota con precisione la località dove ti trovi, e carica il tutto sulla pagina Facebook di Museialtovicentino o inviala a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Un team di esperti l’analizzerà e determinerà la specie fotografata, per compiere eventualmente sopralluoghi successivi.

Illustrazione di Lavinia Bassi

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