trovaci su altre piattaforme:   

home»MUSEI»Patrimonio industriale»Giardino Jacquard

[Versione grafica del sito] Passa alla versione accessibile

Schio

Giardino Jacquard

la visita

Con il suo originale eclettismo e la ricchezza di essenze arboree anche esotiche, il Giardino Jacquard, opera dell’architetto Antonio Caregaro Negrin, è davvero un interessante espressione della cultura veneta ed europea di fine Ottocento.
L'ingresso del Giardino si apre in asse con la monumentale porta tuscanica del lanificio Francesco Rossi, a sottolineare il legame del sito con la fabbrica. L'elegante cancellata, fiancheggiata da quattro pilastri ottagonali sormontati da lanterne, è ornata da decorazioni floreali riprese nella inferriata sostituita all'alto muro originario. Alla base è collocato un lungo sedile in pietra utilizzato dagli operai in attesa di entrare nei vari reparti dello stabilimento.
Gli altri lati del sito conservano l'alta cinta muraria in cotto e pietrame, decorata a motivi geometrici, tipici dei giardini realizzati dall'architetto Caregaro Negrin.
A sinistra del cancello sorge la Tettoia degli operai costruita dall’ing. E. L . Pergameni nel 1878, su una parte dell'area già occupata dalla Tessitura Jacquard. L'edificio presenta tre lati uguali e accoglie, in un'edicola in stile lombardesco, il busto marmoreo di Francesco Rossi (opera di F. Groggia) dedicatogli dal figlio Alessandro nel 1861.
Di fronte all'entrata la statua in bronzo di Alessandro Rossi dà il benvenuto al visitatore.
Più a destra si trova una vasca con zampillo, ora piantumata a rose. Vicino alla recinzione, tra aiuole con rocce, si possono ammirare una magnolia soulangiana ed un libocedro. Proseguendo, sulla sinistra del viale è collocata una palma, circondata da rose, mentre altri esemplari punteggiano il prato del grande movimento di terra centrale.
A destra, verso sud-est, il giardino è chiuso dalla scenografica costruzione del Teatro Jacquard, la cui facciata è arricchita da dodici medaglioni in terracotta, opera di Gian Battista Boni e raffiguranti illustri personaggi scledensi che hanno fatto la storia della città.
Accanto, su un piedistallo in foggia di tronco di palma, il busto in pietra di Sebastiano Bologna, socio fondatore del lanificio con Francesco Rossi.
Nei pressi, verso il monte, si possono ammirare una sequoia sempreverde e il grande cipresso del Portogallo.
Proseguendo a sinistra, appare in tutta la sua bellezza la sinuosa serra caldo umida che rappresenta l'elemento cardine del Giardino, prima quinta per chi giunge dall'esterno e portale che introduce al sistema del ninfeo, delle grotte e dei percorsi retrostanti. Al centro del pensile semicircolare, che si protende davanti alla serra, in origine era collocata una statua di Flora e, più tardi, fino al restauro degli anni 1990, una voliera di fine '800 in ferro e zinco.
Sul retro della serra si apre la parte più sorprendente del giardino, con intricati sentieri tra roccaglie, grotte e architetture neogotiche che culminano con la ricostruzione della rovina del castello di Schio, che si sviluppa fino alla sommità della collina e con il ponte e belvedere che si affacciano sul Lanificio Rossi e sulla città ottocentesca.
L'estremo sfondo del Giardino è costituito dalla cinquescentesca chiesetta di San Rocco, esterna alla recinzione, a cui il Caregaro Negrin aggiunge il campanile neogotico per sottolineare lo sviluppo ascensionale del giardino. Esso costituisce altresì il fuoco prospettico della scenografica scalinata di San Rocco con il parco del Castello.
Scendendo dai giardini pensili verso il lato nord-ovest appare, a lato di una grotta, la testa di un coccodrillo, mentre dall'altro lato sorge la torretta ottagonale, affiancata da due grandi fotinie.
Da qui si dipartono due sentieri: uno affianca la recinzione e prende avvio da una sequoia sempreverde; l'altro, più centrale, è segnato da un boschetto di tassi. I vialetti proseguono poi appaiati tra ligustri, bagolari e magnolie, accompagnando il visitatore verso l'uscita.

Scarica qui la cartoguida del Giardino Jacquard con tutte le informazioni su quest'incantevole luogo
...anche in inglese

 

torna alla pagina del museo...
condividi Condividi