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Santorso

Museo Archeologico dell’Alto Vicentino

la visita

Il Museo offre ad adulti e bambini un’esperienza attiva, un viaggio nell’antichità per conoscere come si viveva in un villaggio preromano, in una “Domus” e in un accampamento militare romano, grazie alla presenza di plastici frutto anche della collaborazione con le scuole del territorio.
Operatori culturali accompagnano la visita.

Sezione A – Pre-Proto storia nell'Alto Vicentino (dal VI millennio a.C. Al II secolo a.C.)
Diversi materiali in selce, ceramica e bronzo, provenienti dall’alto vicentino, testimoniano la diffusione di luoghi di frequentazione e di centri abitati, a partire dal tardo neolitico (IV millennio a.C.) fino alla seconda età del ferro (VI secolo a.C.). Le località rappresentate sono: Sarcedo, Lusiana, Piovene Rocchette, Santorso, Schio, Laghi, Rotzo. L’esposizione è affiancata da riproduzioni di strumenti in metallo e selce.
Siti rappresentati:
Sarcedo: materiali ceramici e litici provenienti da diversi “covoli” e ripari del territorio di Sarcedo risalenti al tardo Neolitico,è presente anche una spada dell'età del bronzo rinvenuta nelle ghiaie dell'antico alveo del fiume Astico.
Lusiana: materiali in selce e ceramica provenienti da diverse zone del territorio; Lusiana rappresenta uno dei più antichi insediamenti stabili dell'Alto Vicentino databili al tardo neolitico e all'età del rame;
Bocca Lorenza: la grotta, lungo le pendici del Monte Summano poco lontana dal centro storico di Santorso, fu sede ti frequentazione di pastori durante l'età neolitica, divenne sepolcreto nell'età del rame, e luogo sacro dedicato al culto delle acque nell'età del ferro, per tornare riparo di pastori durante il medioevo.
Rotzo: in museo sono presenti reperti pertinenti al primo e più antico insediamento dell'età del bronzo e del secondo insediamento della seconda età del ferro.
Piovene Rochette: sono esposti interessanti frammenti di pesi da telaio del VI-III secolo a.C. Con pareti decorate con segni pseudo alfabetici e altre decorazioni impresse.
Schio: frammenti ceramici provenienti dal sito del Castello di Magrè, sede di insediamenti fin dal neolitico e tra i più importanti luoghi di culto della seconda età del ferro.
Santorso: frammenti ceramici provenienti da diverse località del paese, Santorso è tra i siti dell'alto vicentino che offrono importanti testimonianze di insediamenti stabili, pressoché ininterrotti, dall'età del bronzo fino ai giorni nostri.

Sezione B – il villaggio di Santorso della seconda età del ferro (VI-II sec. a.C.)
L'esposizione inizia con La “casa-laboratorio” del villaggio di Santorso, scavata durante gli anni ’80 nell’area PEEP dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, i reperti sono esposti secondo un ordine stratigrafico e topografico, trasformando il percorso museale in un itinerario immaginario all'interno della casetta, dov'è possibile entrare nel vano dispensa, attraversare il laboratorio del fabbro ed entrare nel vano del telaio.
Tra i tanti oggetti esposti stupisce l'abbondanza di reperti metallici spiegabili dalla vicinanza alle aree estrattive del bacino minerario Recoaro-Schio e alle vie di transito verso il mondo alpino.
Recentemente inaugurate, le vetrine dedicate alla tessitura mostrano l'importanza di questo artigianato che, già a partire dal IV secolo a.C. rappresenta una fiorente attività destinata al commercio dei prodotti tessili e probabilmente degli accessori di abbigliamento, come dimostrano le fibule, le armille ed il gancio di cintura esposti nelle vetrine.
Un plastico ricostruisce fedelmente le casette del villaggio e le attività che quotidianamente vi svolgevano, così come emerso da quasi dieci anni di scavi e di analisi di laboratorio.
Prima di abbandonare la casa-laboratorio per addentrarsi nella “romanità” il visitatore potrà mettersi alla prova provando a tessere su un vero telaio verticale.

Sezione C - dalla romanizzazione al medioevo
Alcune vetrine evidenziano come l'arrivo della cultura romana del nostro territorio, tra II e I secolo a.C., cambi completamente il modo id vivere degli abitanti. Il plastico di una domus mostra qual'era il modello di di vita delle classi agiate nelle città dell'epoca.
L'esposizione di 70 monete, rinvenute durante gli scavi di un piccolo rustico romani del III secolo d.C. In centro a Santorso, località latteria vecchia, evidenzia la forte crisi economica che colpì tutto l'impero romano in quell'epoca.
L'importante scoperta di una necropoli del IV secolo d.C. A Sarcedo offre utili informazioni sullo stile di vita delle popolazioni locali di quel periodo, desumibili sia dall'osservazione dei reperti che dall'analisi antropologica dei resti ossei; tra gli oggetti di corredo spicca l'incredibile rinvenimento di una lamina in oro.

L'accampamento romano
Al piano terra è presente una mostra permanente sugli accampamenti romani, con la presenza di un accampamento del II secolo d.C. Tipico del limes reno-danubiano. La mostra si inspira alla presenza di un “Campo Roano” tra Santorso e Schio, in località Cabrelle e alla presenza di diversi materiali pertinenti all'ambiente militare del norico rinvenuti nelle recenti scoperte archeologiche sul Monte Summano.

 

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