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Forti, cimiteri di guerra, sacrari

ROTZO, MONUMENTO AI CADUTI

Numerosi furono i soldati di Rotzo morti nei vari campi di battaglia e successivamente ricordati nello splendido monumento ai caduti, inaugurato nel 1922 e realizzato dai fratelli Stefani, artisti impareggiabili nella lavorazione del marmo.

 

SCHIO, SACRARIO MILITARE

unnamed 22Il Sacrario Militare di Schio, costruito nel 1930 su progetto dell'architetto Pietro del Fabbro, si presenta particolarmente interessante dal punto di vista architettonico.
Di particolare interesse è la Cappella dei decorati al Valor Militare e il busto di bronzo del Generale Pecori Giraldi, Comandante della Prima Armata. Nel Sacrario giacciono i resti di caduti della guerra 1915-18, noti e ignoti, provenienti dai cimiteri di guerra di Schio, Arzignano, Chiampo, Fusine, Malo, Montecchio Maggiore, Novale, Poleo, Posina, Rocchette, Sandrigo, Valdagno e Vicenza.

 

TONEZZA DEL CIMONE, CIMITERO AUSTROUNGARICO, 

Nella piccola località di Crosati, vicino a Contrà Campana, è visitabile il cimitero austro-ungarico che raccoglie le salme di oltre mille Kaiserjäger austriaci caduti dal 1916 in poi. 

 

TONEZZA DEL CIMONE, OSSARIO DEL CIMONE 

unnamed 10Il Monte Cimone costituì, durante l'Offensiva Austroungarica della primavera del 1916 uno degli ultimi baluardi contro l'avanzamento degli Imperiali. Per questo motivo il Cimone è conosciuto dalla storiografia austriaca come la "Gibilterra" del fronte italiano.
Le vicende del Monte Cimone resteranno memorabili nella storia della guerra non solo per l'estrema difficoltà della sua conquista, ma anche e soprattutto per la devastante mina fatta esplodere dagli austroungarici. In questo luogo consacrato dal sangue dei caduti italiani e austriaci, sorge il monumentale sacello.

 

VALLI DEL PASUBIO, CAPPELLA COSTRUITA DALLA BRIGATA LIGURIA

unnamed 12La chiesetta della Prima Armata venne costruita nel cimitero di Valli del Pasubio, nel 1917, dai fanti della brigata Liguria su ordine del Generale Achille Papa. Ancora oggi questo è identificato come una testimonianza della tragedia della Grande Guerra e del rispetto cristiano per tutti i caduti, italiani e austriaci, sul fronte del Pasubio.

 

VALLI DEL PASUBIO, CIMITERO

unnamed 9Il cimitero italiano "Di qui non si passa" viene anche chiamato, erroneamente, "cimitero di Sette Croci"; il luogo di sepoltura si presenta come un sistema a terrazzamenti, recintato da un muro, molto basso, a secco. Il cimitero venne realizzato dai fanti della Brigata Liguria, giunti sul Pasubio nel 1916. Nel 1926 venne posta l'eloquente scritta "Di qui non si passa", una frase che era diventata il motto della Brigata Liguria, dopo la battaglia di Monte Zovetto, avvenuta nel 1916.

 

VALLI DEL PASUBIO, EX CIMITERO MILITARE

Cimitero miliatare, circondato da uno staccionata di legno; è noto anche come cimitero di Malga Prà.

 

VALLI DEL PASUBIO, SACELLO OSSARIO DEL PASUBIO

unnamed 32Il sacrario del Monte Pasubio venne realizzato nel 1917, dai soldati italiani della Prima Armata sopravvissuti al conflitto, al fine di realizzare un altare in onore della Madonna Immacolata. Grazie al permesso del vescovo di Vicenza, Mons. Ferdinando Rodolfi, si consolidò l'idea di edificare anche un sacrario-ossario sul Pasubio ed esattamente sul Colle di Bellavista.
La roccia nera e grigia utilizzata per l'edificio venne estratta da una cava presso le pendici del Monte Cornetto , mentre i blocchi di marmo bianco, provengono dalle cave di Magré e di Piovene Rocchette. Il cantiere durò sei anni. Nell'estate del 1921 la parte inferiore del sacrario poté accogliere le prime duemila salme di soldati caduti.

 

STRADE DI GUERRA

SCHIO, GALLERIE E TRINCEE DEL NOVEGNO

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Il 24 giugno 1916, il Novegno fu interamente rioccupato dall'Esercito Italiano, che negli anni successivi vi realizzò grandiose opere campali, sistemandovi artiglierie che, oltre ad esercitare azioni d'attacco sulle linee oltre Posina, ne fecero un formidabile caposaldo in grado di sventrare possibili ritorni offensivi.

 

VALLI DEL PASUBIO, STRADA DELLE 52 GALLERIE

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Tra le mulattiere che salgono al Pasubio, la Strada delle Gallerie o della Prima Armata, che da Bocchetta Campiglia conduce a Porte del Padubio, rappresenta un percorso di straordinario interesse storico e ambientale. La sua realizzazione è stata definita "impresa di giganti, "impresa di giganti, che nessun'altra opera eguaglia su tutta la fronte europea". Progettata dal tenente ing. Giuseppe Zappa per incarico del comando della Prima Armata, fu realizzata dalla Trentatreesima compagnia minatori del quinto reggimento Genio e da sei centurie di lavoratori militarizzati.

 

 

VALLI DEL PASUBIO, STRADA DEGLI EROI

Copia di unnamed 3Il tratto di strada oggi conosciuta come "Strada degli Eroi" fu ordinato, come mulattiera, nel febbraio 1917 dal colonnello Giuseppe D'Havet, comandante del Genio del V Corpo d'Armata, per collegare direttamente Porte del Pasubio (m 1928) al Soglio dell'Incudine (m 2114), fino allora raggiungibile con una mulattiera d'arroccamento che si staccava poco oltre l'arrivo della camionabile proveniente da Pian delle Fugazze, salendo la Val di Fieno

 

 

VALLI DEL PASUBIO, STRADA DEGLI SCARUBBI

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La strada degli Scarubbi è una strada camionabile del massiccio del Pasubio, nelle Prealpi vicentine costruita durante la Prima Guerra Mondiale lunga 10,5 chilometri. Essa parte dal Passo Xomo(1058 m) e arriva alle Porte del Pasubio(1928 m).

 

VALLI DEL PASUBIO, TAGLIOLA BARIOLA

unnamed 14La fortificazione si presenta come un tutt'uno con la strada, tanto che non è facile accorgersi della sua presenza. Durante il conflitto fungeva da barriera atta ad ostacolare proprio quella strada che portava verso i confini con l'Austria e dipende dal vicino Forte Maso.

 

TRINCEE, GALLERIE E POSTAZIONI D'ARTIGLIERIA

COGOLLO DEL CENGIO, GALLERIE DEL MONTE CENGIO

unnamed 30A partire dall'estate del 1916, i reparti del Genio militare italiano iniziarono ad organizzare la difesa di questa importantissima posizione mediante la realizzazione di una serie di poderose opere fortificate di cui restano ancora evidenti resti. Proprio per la sua importanza e per la sua posizione, il settore di Monte Cengio venne infatti ricompreso nella linea di resistenza ad oltranza, e i rilievi del Monte Cengio, del Monte Barco, del Monte Belmonte e molti altri, divennero altrettanti fortini naturali che, sopportandosi a vicenda, costituirono un complesso difesivo che non venne più direttamente interessato da vicende belliche.

 

RECOARO, ANELLO STORICO

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 Durante il conflitto gli Italiani ritenevano di fondamentale importanza la difesa della viabilità vicina ai confini, assegnata dal periodo anteguerra alle artiglierie di confine ed alle fortificazioni d'assedio: Enna, Maso e Bariola per la Val Leogra e la batteria di monte Civillina per la valle dell'Agno. Il confine era ritenuto ben difendibile con una sola eccezione: "...il passo di Campogrosso che rappresenta la più facile linea d'invasione e la zona più minacciosa e che meglio si presta per l'installazione di batterie contro le nostre opere … "

 

SANTORSO, POSTAZIONI DIFENSIVE DEL SUMMANO

unnamed 27Interessanti gli aspetti storici per le tracce di trincee dell'ultima linea di difesa italiana approntata per fermare la "Strafexpedition", che si spinse fino al vicino Novegno e a Velo d'Astico. Ospita un complesso di scavi in gallerie ad uso cannoniere

 

VALLI DEL PASUBIO, ARROCCAMENTO DEL SENGIO ALTO

Il Sentiero  di Arroccamento  fu realizzato  dalle truppe alpine nel 1916 dopo la Strafexpedition  per garantire la comunicazione tra i vari punti strategici di difesa, esso corre a poca distanza dal crinale sul versante orientale della Catena del Sengio Alto.

 

VALLI DEL PASUBIO, GALLERIE DI ATTACCO GENERALE ZAMBONI

galleria generale zamboni

Sull'immediato rovescio del Cogolo Alto, la Galleria Zamboni metteva in diretta comunicazione con l'Alpe Cosmagnon, perfezionando la dorsale sommitale del Pasubio.

 

VALLI DEL PASUBIO, GALLERIA D'HAVET

unnamedIl Col. Brig Giuseppe D'Havet, nel 1917 Comandante del Genio del V Corpo d'Armata, fu riconosciuto come uno dei più competenti ingegneri militari dell'Esercito. A lui è dedicata anche la grande galleria che all'inizio della strada degli Eroi mette in comunicazione la Val di Fieno con la Val Canale.

 

FORTI

NOVEGNO, FORTE RIVON

unnamed 59Nel sistema difensivo dello sbarramento Agno-Assa, Agno-Posina, il forte Rivòn, in realtà un manufatto militare che fortificava la batteria in barbetta, sorgeva assieme a molte opere accessorie, per lo più scavate nella roccia, nella massima quota del massiccio del Novegno (m 1691). Eretto tra gli anni 1910-1912 all'epoca della costruzione del sottostante forte Enna, per il quale funzionava come opera di fiancheggiamento e di completamento, Forte Rivòn era armato con una batteria da 2 pezzi da 149 mm in ghisa con direzione di tiro su Passo della Borcola.

 

ROANA, FORTE CORBIN

REWWCostruito tra il 1906 e il 1914 nei pressi di Punta Corbin, a 1100 metri di quota, il Forte Corbin aveva il compito principale di controllare e difendere la Valle dell'Astico. Il Forte era armato di con sei cannoni calibro 149 A in cupole girevoli carrozzate dello spessore di circa 16 cm cui si affincavano quattro cannoncini esterni calibro 87 B (bronzo). Il Forte fu disarmato già nelle prime settimane del conflitto, perchè inadeguato alle strategie belliche in atto.

 

ROANA, FORTE INTERROTTO

unnamed 4Realizzato ad opera del Gen. Piannel nella seconda metà dell'Ottocento (probabilmente nel 1883), sull'omonimo monte che sovrasta l'abitato di Camporovere, la caserma difensiva di monte Interrotto aveva la funzione di osservatorio e di caserma di confine a protezione della sottostante val d'Assa, che costituiva la principale via di comunicazione tra l'Altopiano e l'Impero Asburgico.

 

ROANA, FORTE VERENA

24Costruito tra il 1912 e il 1914 sulla sommità del monte Verena, ad oltre 2000 metri di quota, l'opera corazzata di Verena faceva parte dello sbarramento Agno-Assa, III settore Asiago e, al pari della Forte Campolongo, costituiva una delle più moderne e importanti realizzazioni d'ingegneria militare italiana.

 

ROTZO, FORTE CAMPOLONGO

unnamed 23Costruito tra il 1908 e il 1912 sul ciglione della parete rocciosa strapiombante sulla Val d'Astico, il Forte Campolongo è situato a quota 1720 sull'omonima cima, in territorio comunale di Rotzo, alle pendici occidentali dell'Altopiano dei Sette Comuni.

 

VALLI DEL PASUBIO, FORTE MASO

unnamed 27Forte Monte Maso è un'opera militare fortificata difensiva permanente a prova di bomba, realizzata nel 1883-1887. Il forte con i suoi annessi (casermetta corpo di guardia) divennero proprietà privata con asta pubblica nel lontano 1939.

 

OSPEDALI E RICOVERI

SANTORSO, OSPEDALE VILLA MIARI

unnamedVilla Miari fu centro di ricovero già durante il primo conflitto mondiale, come testimonia un cippo commemorativo presente nel parco dell'ente.

 

SCHIO, FABBRICA CAZZOLA

cazzolaIl prospetto principale del lanificio si articola lungo Via Riboli e si sviluppa per due piani. L'opera viene costruita nel 1860 e tra il 1893 ed il 1897 intonacata con un vivace colore giallo e forata da numerose finestre rettangolari. Il lanificio durante il conflitto mondiale verrà adibito ad ospedale. Durante questi difficili anni, è segnalata e documentata la presenta dello scrittore americano Ernest Hemingway.

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